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SIGILLANTI, VERNICI, MEMBRANE

Insieme, strutturiamo una strategia di sicurezza.

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STRATEGIE DI SICUREZZA

La sicurezza inizia con la pianificazione. Più importante e vasto sarà un edificio, più persone saranno residenti o lavoreranno al suo interno e, di conseguenza, maggiore sarà l’attenzione alla sicurezza antincendio.
In pratica, quindi, la strategia antincendio dovrà essere parte integrante della progettazione.
Capita sempre, più frequentemente, che i tradizionali sistemi di protezione dal fuoco risultino inadeguati e molto spesso i punti deboli siano identificabili negli attraversamenti di tubazioni, cavi elettrici, canalizzazioni o servizi, sia nelle pareti sia nei solai.

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Porte testate

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Mercati di riferimento

Informazioni tecniche generali

La norma europea EN 1366-3 definisce un attraversamento come: una ”apertura in un elemento di separazione per il passaggio di uno o più servizi”. Per servizio si intende un “sistema quale: un cavo, un condotto, un tubo (con o senza isolamento) o una condotta”.
Lo standard di prova definisce una sigillatura di attraversamenti come il “sistema utilizzato per mantenere la resistenza al fuoco di un elemento di separazione nella zona in cui è previsto il passaggio di servizi attraverso l’elemento di separazione”.

EN 1366-3: Prove di resistenza al fuoco per impianti di fornitura di servizio - Parte 3: sigillatura degli attraversamenti

L’importanza della sigillatura degli attraversamenti non può essere sottovalutata.
L’esperienza dimostra che gli attraversamenti sono spesso l’anello debole delle compartimentazioni all’interno degli edifici. La sigillatura degli attraversamenti viene generalmente utilizzata per chiudere ogni varco rimasto aperto (o che si potrebbe aprire durante l’incendio), negli elementi di compartimentazione.
Un compartimento antincendio è definito come: “parte della costruzione organizzata per rispondere alle esigenze della sicurezza in caso di incendio e delimitata da elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l’azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la capacità di compartimentazione”, cioè “l’attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l’azione del fuoco, oltre alla propria stabilità, un sufficiente isolamento termico ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione, e tutte le altre prestazioni richieste”. È necessario essere consapevoli che l’efficacia di un compatimento è spesso compromessa da quegli attraversamenti che risultato poco visibili o nascosti all’interno degli elementi che la compongono. Purtroppo in molti casi la mancanza di sigillature o l’errata installazione delle barriere passive, ha causato numerosi incendi in diversi tipologie di edifici.
Questi eventi non si sarebbero verificati, o le loro conseguenze sarebbero state notevolmente inferiori, se le sigillature degli attraversamenti in pareti e solai fossero state adeguatamente eseguite.
L’obiettivo principale di una compartimentazione è quello di prevenire la propagazione del fuoco all’interno di un edificio o tra edifici adiacenti. Risulta evidente che l’interazione tra tutti gli elementi costruttivi, quali tetti, porte, giunti lineari di dilatazione, di servizio ed attraversamenti in genere, giocano un ruolo importante nel raggiungimento di una soluzione performante. Solo essendo consapevoli che, in caso di incendio, un particolare elemento possa influenzarne un altro, è possibile valutare correttamente quello che può succedere durante la combustione e l’importanza di ogni singolo elemento all’interno di un sistema complesso.
E’ quindi di fondamentale importanza verificare accuratamente l’integrità e l’isolamento degli elementi di compartimentazione, soprattutto nelle zone di attraversamento e nei giunti, sia strutturali sia fra diversi elementi, quali lastre, mattoni, pannelli, ecc. Queste zone non devono essere permeabili al fuoco ed è sempre necessario accertarsi che, nel caso si verifichi un’apertura durante l’incendio, esista un sistema di chiusura che si possa attivare chimicamente o fisicamente, per ripristinare l’attraversamento. In termini pratici, è necessario che durante l’incendio, la temperatura rilevabile sulla faccia non esposta al fuoco non superi nella media i 140°C, oltre la temperatura ambiente, ed i 180°C quale temperatura massima. Inoltre non dovrà esserci passaggio di gas caldi o fiamme che potrebbero innescare l’incendio nel compartimento adiacente. Questi criteri sono noti internazionalmente con i simboli I (isolamento) ed E (tenuta).

Differenti tipologie di attraversamenti

In base alla tipologia di servizio che attraversa l’elemento di compartimentazione (parete o solaio), come ad esempio: cavi, canaline portacavi, tubi in plastica, tubi in acciaio, tubi con o senza isolamento ecc., sarà necessario utilizzare sistemi protettivi o prodotti diversi, in funzione del tipo di attraversamento, dell’elemento attraversante e della sua composizione chimica, con particolare riferimento alla sua combustibilità. Inoltre dovrà essere posta la massima attenzione a tutti quei casi nei quali sono previsti giunti o altri elementi che potrebbero avere una certa espansione termica o che potrebbero essere oggetto di compressione, quando posti all’interno di strutture portanti. Tutti questi sono importanti fattori da considerare, sia nella progettazione, sia nell’installazione del sistema protettivo. Gli attraversamenti si dividono in: attraversamenti tecnici atti al passaggio di impianti tecnologici (canaletta, tubazioni, passerelle, pluviali, canalizzazioni per condizionamento o estrazione); attraversamenti strutturali, giunti edilizi/dilatazione; attraversamenti di comunicazione, atti a consentire il passaggio di persone o mezzi mobili (porte, sportelli di ispezione saracinesche).

Tubazioni ed attraversamenti combustibili

I cavi elettrici o telefonici, siano essi singoli o in fasci, i tubi di plastica ed alcuni isolamenti utilizzati su tubazioni o canalizzazione, sono combustibili e quindi, non solo contribuiscono al carico di incendio del compartimento, ma diventano spesso vie preferenziali per l’avanzamento del fronte di fiamma e quindi dell’incendio.

I piccoli cavi singoli sono considerati meno pericolosi, perché tendono a estinguersi in prossimità dell’attraversamento. E’ probabile invece che un fascio composto da un grande numero di cavi o da singoli cavi di grande diametro, possa causare un problema, per questo deve essere protetto in modo che la funzionalità della compartimentazione non risulti compromessa. Da sottolineare che, in alcuni casi, sarà necessario garantire che i cavi elettrici non si surriscaldino, perdendo quindi la loro funzione elettrica.

I tubi in plastica, pur essendo una delle componenti più pericolose di una compartimentazione, sono facilmente trattabili dal punto di vista della sicurezza antincendio, attraverso l’impiego di un collare intumescente, montato attorno al tubo, che, in caso di incendio, schiaccerà e chiuderà la tubazione, prevenendo cosi il passaggio delle fiamme e del fumo da un compartimento all’altro. Va considerato che, nel caso ci sia presenza di un lasco tra la tubazione ed il collare, è possibile che la fuoriuscita di un eventuale “fumo freddo” non sia bloccata, in quanto il collare potrebbe non svolgere il proprio compito fino a quando la temperatura non sarà sufficiente ad attivare la guarnizione intumescente al suo interno. Poiché il comportamento delle tubazioni varia in funzione del tipo di plastica, del diametro e dello spessore di parete, è fondamentale che il Professionista Antincendio scelga il tipo di collare adatto e che, soprattutto, la tubazione da proteggere rientri nel suo campo di diretta applicazione. In particolare dovranno essere valutati attentamente sia il massimo spessore testato ed il relativo diametro, sia la funzionalità del tipo (si veda la sezione riguardante la norma EN 1366-3).

EN 1366-3 Prove di resistenza al fuoco di installazioni tecniche: sigillatura di attraversamenti

La norma EN 1366-3 descrive il metodo di prova ed i criteri di valutazione per verificare la capacità di una barriera passiva di mantenere la resistenza al fuoco di un elemento di compartimentazione nella zona interessata dall’attraversamento di un impianto (cavi, tubi, passerelle, blindosbarre, ecc.). La norma non include la valutazione delle sigillature di camini, condotte di aria, canali antincendio, cavedi ed estrattori, che sono oggetto di collaudo nelle specifiche norme di prova (1366 pt. 1-5-8-9) Le barriere passive sono testate all’intero di costruzioni standard (pareti e soffitti) oppure in costruzioni ad hoc, scelte dal committente. Lo scopo del test è di valutare:

  • L’effetto delle penetrazioni sulle performances di integrità ed isolamento negli elementi di compartimentazione testati
  • L’integrità e l’isolamento della barriera passiva
  • Le performance di isolamento sull’elemento attraversante e, quando necessario, l’integrità dell’impianto

La prova non fornisce indicazioni circa la perdita di caratteristiche meccaniche di elementi portanti nei quali sono incluse le penetrazioni oggetto del test (in questo caso è necessario ricorrere a prove specifiche) Sia le penetrazioni sia le barriere passive devono essere testate nelle configurazioni e dimensioni reali; In particolare i provini dovranno:

  • Essere pienamente rappresentativi sia dell’impianto sia della barriera passiva.
  • Essere provati secondo configurazioni standard, per permettere l’estensione dei risultati.

Per gli attraversamenti di tubazioni combustibili, sono previste le seguenti configurazioni:

  • U/U (non tappato / non tappato)
  • C/U (tappato / non tappato)
  • U/C (non tappato / tappato)
  • C/C (tappato / tappato)

Per “tappato” si intende una tubazione che, pur passante, è tappata da un disco di lana di roccia all’interno o all’esterno del forno. Le varie configurazioni possono essere usate per diversi utilizzi del tubo. In particolare la configurazione U/U è considerata universale, ovvero con quella determinata barriera passiva possono essere protette tubazioni atte a qualsiasi utilizzo (pluviale, scarico per acqua potabile, gas, ecc.).

I protettivi per le tubazioni combustibili (collari antincendio) devono essere provati almeno su: tubo con il maggior diametro e minor spessore di parete tubo e minor diametro e maggior spessore di parete. I risultati sono interpolati per ottenere le valutazioni intermedie.

Per gli attraversamenti di cavi elettrici la norma prevedere diversi casi sia per attraversamenti di grandi dimensioni sia di piccole. Per gli attraversamenti di grandi dimensioni (600 x 600 mm), i cavi elettrici sono divisi in gruppi di elementi standard con dimensioni e caratteristiche variabili. Si possono testare tre diverse configurazioni: “Piccolo” (che copre diametri di cavi fino a 21 mm), “ Medio” (diametro cavi massimo 50 mm) e “Grande”(diametro cavi massimo 80 mm). E’ possibile collaudare anche penetrazioni miste, cioè composte da diversi attraversamenti e diverse barriere passive, secondo delle speciali configurazioni descritte nell’allegato F.

Al fine di evitare che le barriere passive si influenzino fra loro all’interno dello stesso elemento di compartimentazione, la norma prevede precise procedure per il loro posizionamento e distanze minime che non possono essere superate. Il risultato del test è relativo ad ogni singola barriera passiva e non è mai da considerarsi come un risultato generale della compartimentazione.

Le barriere passive sono collaudate all’interno di elementi di compartimentazione di tipo standard che si dividono in:

Pareti rigide

Composte da lastre in calcestruzzo areato, cemento leggero o ad alta densità, con uno spessore tale da garantire la stessa resistenza al fuoco richiesta dal committente per le proprie barriere passive (in accordo alla EN 1992-1-2 per cemento leggero ed EN 1996-1-2 per pareti in blocchi di cemento alleggerito autoclavato.)

Pareti flessibili

Pareti leggere costruite in accordo alla norma EN 1363-1 costituite da lastre in cartongesso in numero e spessore tale da garantire la resistenza al fuoco richiesta dal committente. All’interno delle pareti leggere dovrà essere inserito un isolamento a base di lana minerale con densità 45 ± 15 kg/m3 per pareti fino a 60 minuti e 100 ± 15 kg/m3 per resistenze al fuoco maggiori.

Solai rigidi

Composti da lastre in calcestruzzo areato, cemento leggero o ad alta densità, con uno spessore tale da garantire la stessa resistenza al fuoco richiesta dal committente per le proprie barriere passive (in accordo alla EN 1992-1-2 per cemento leggero ed EN 1996-1-2 per pareti in blocchi di cemento alleggerito autoclavato.)

Solai flessibili

Durante la prova, l’intero campione è monitorato da numerosissime termocoppie applicate nei punti più critici fra i quali:

  • a 25 mm dalla faccia non esposta di ogni singolo elemento attraversante
  • a 25 mm dalla zona di attraversamento sulla barriera passiva
  • a 25 mm dall’attraversamento per gli elementi di supporto (staffe, vassoi, ecc.)

L’integrità del sistema (criterio E) è valutata in accordo al sistema del batuffolo di cotone descritto nella norma in EN 1363-1 (anche se con dimensioni più piccole rispetto a quelli usati per le pareti ed i solai senza attraversamenti)

Il rapporto di prova include numerose informazioni fra le quali:

  • descrizione di ogni singolo attraversamento e della relativa barriera passiva provata
  • dimensione degli attraversamenti e degli impianti provati
  • indicazioni sulla configurazione (ad esempio, per le tubazioni, le classificazioni U/U, U/C, ecc.)
  • configurazione dei cavi elettrici, secondo quanto riportato nel complesso e dettagliato allegato E
  • Le dimensioni delle tubazioni incombustibili (metalliche) provate e la loro configurazione
  • I risultati in termini di temperature e di integrità per ogni singolo attraversamento.

I risultati dei protettivi per le tubazioni sono spesso espressi attraverso grafici che riportano, per tipo di tubo testato (PVC, PE, PP, ecc.) ed elemento di supporto (parete flessibile, rigida, soletta, ecc.), i diametri di tubazione che è possibile proteggere, in funzione del loro spessore, per un certo tempo di resistenza al fuoco (vedi fig. 1).

 

Nel caso siano testate diverse configurazioni e diversi prodotti, i grafici possono essere più complessi e completi, come ad esempio in figura 2.

 

Nel grafico di Figura 2, è possibile rilevare quale prodotto è necessario utilizzare per quella determina resistenza al fuoco, in funzione delle configurazione tappato/non tappato, del diametro del tubo, dello spessore di parete e del tipo di protettivo. Ad esempio, un tubo con diametro 100 mm, spessore 5 mm, potrà essere protetto EI 120 dal Collare A nella configurazione U/U, mentre se lo spessore è di 10 mm, lo stesso Collare A sarà utilizzabile solo nella configurazione U/C. Nello stesso esempio (diametro 100 mm e spessore 10 mm), per avere la classificazione U/U sarà necessario utilizzare il Collare B. Il Collare B potrà essere utilizzato fino a diametro 315 mm con spessore 155 mm oppure fino a diametro 250 mm con spessore 22 mm. Il campo di diretta applicazione della norma EN 1366-3 è uno dei più complessi e difficili da interpretare, essendo composto da oltre settanta articoli distribuiti in diversi allegati.

I termini generali le possibili estensioni dei risultati sono le seguenti:

  • I risultati si applicano unicamente all’orientamento provato (orizzontale, verticale.)
  • I risultati ottenuti su pareti rigide possono essere applicati a pareti rigide con densità o spessore superiore a quelli provati
  • I risultati ottenuti su pareti flessibili sono applicabili a qualsiasi parete rigida purché di spessore non inferiore a quello testato o a quello minimo previsto dalla norma per ogni resistenza al fuoco. Inoltre i risultati ottenuti su parete leggera possono essere applicati anche a penetrazioni di pareti rigide (mattoni o calcestruzzo), purché di spessore almeno uguale a quello della parete leggera testata. I risultati non sono però applicabili a pannelli sandwich o laddove gli strati esterni non coprono i montanti.
  • I risultati sono validi per barriere passive con dimensioni uguali o inferiori a quelle testate purché la sezione degli impianti non superi il 60% dell’area di penetrazione.
  • Per i collari a protezione di tubazioni combustibili, non è possibile proteggere diametri minori di quello minimo testato o maggiori di quello massimo testato (mentre sono possibili interpolazioni).

EN 1366-4 Prove di resistenza al fuoco di installazioni tecniche: sigillatura di giunti lineari

La norma 1366-4 descrive il metodo di prova per determinare la resistenza al fuoco dei giunti lineari, in  funzione del loro utilizzo previsto nella pratica. La norma descrive il giunto lineare come: spazio vuoto fra due elementi affiancati avente un rapporto lunghezza/larghezza di almeno 10:1.

I giunti lineari sono divisi in “giunti senza movimento” e “giunti con movimento indotto” (sia prima sia durante l’incendio.) I campioni da sottoporre a prova consistono in giunti lineari di qualsiasi tipo, dimensione, all’interno di diversi elementi costruttivi, secondo le richieste del committente.

La protezione dei giunti deve essere eseguita in modo uniforme, per la massima larghezza richiesta dal committente. Per limitare l’influenza di un giunto su uno adiacente nella stessa prova, devono essere mantenute distanze minime pari ad almeno 200 mm. Tutti i prodotti, ed i sistemi di montaggio dei protettivi di giunti devono essere rappresentativi della realtà e dell’utilizzo pratico I giunti possono essere provati su diversi tipi di elementi costruttivi standard:

  • Elementi in calcestruzzo o mattoni (pareti/soffitti)

- Blocchi in calcestruzzo alleggerito con densità (650 ± 200) kg/m³

- Calcestruzzo con densità 2400 ± 200 kg/m³

  • Elementi in legno

- Legno da costruzione con densità 500 ± 50 kg/m³ con umidità del 12%

Durante la prova devono essere registrate le temperature sulla faccia non esposta dell’elemento di supporto, sul giunto e nei punti più critici della costruzione. Inoltre, dovranno essere monitorate le deformazioni della parete o del soffitto. L’integrità del sistema è valutata con la prova del batuffolo di cotone prevista dalla norma EN1363-1 (mentre non è consentito l’uso dei calibri).

Nel caso di giunti con movimento meccanico indotto, i due parametri fondamentali per definirli sono:

  • direzione del movimento (laterale, taglio, torsione o una combinazione di questi)
  • estensione del movimento (scelta dal committente per ogni larghezza provata)

Nel caso sia richiesta una valutazione di giunti di diversa larghezza, sarà necessario provare la minima e la massima larghezza, eventualmente protetta con lo stesso sistema. 

Quando la prova è eseguita su giunti con movimento meccanico (protetti), è necessario indurre un movimento pari al 20% del massimo previsto prima della prova e successivamente, durante l’80% del tempo stimato di resistenza al fuoco, un movimento pari al 100%. Dopo il sessantesimo minuto, non sono previsti ulteriori incrementi.

Il rapporto di prova contiene numerose informazioni interessanti fra le quali:

  • Completa descrizione dei giunti, dei loro movimenti e dei sistemi di protezione (inclusi i dettagli di montaggio ed applicazione)
  • L’orientamento del test e l’elemento di supporto testato
  • I limiti dimensionali dei giunti che hanno superato il test (cioè che hanno garantito tenuta ed isolamento termico)

Il rapporto di classificazione comprende i risultati finali delle prove in termini di classificazioni ed il campo di diretta applicazione.

Il campo di diretta applicazione è definito dal DM 16 febbraio 2007 come: “l’ambito previsto dallo specifico metodo di prova e riportato nel rapporto di classificazione, delle limitazioni d’uso e delle possibili modifiche apportabili al campione che ha superato la prova, tali da non richiedere ulteriori valutazioni, calcoli o  approvazioni per l’attribuzione del risultato conseguito.”

Campo di diretta applicazione

  • Il risultato ottenuto su un giunto verticale in un elemento verticale è applicabile solo a giunti verticali in pareti.
  • Il risultato ottenuto su un giunto orizzontale in un elemento verticale è applicabile a giunti orizzontali in pareti ed ai giunti fra parete e soletta/pavimento.
  • Il risultato ottenuto su un giunto orizzontale in un elemento orizzontale è applicabile a giunti su soletta e a giunzioni fra pareti e solette.

 

  • Il risultato ottenuto su blocchi di calcestruzzo alleggerito può essere applicato a murature in blocchi o mattoni di spessore e densità superiori a quelle provate.
  • I risultati ottenuti su elementi in calcestruzzo con densità 2400 ± 200 kg/m³ sono applicabili su blocchi, mattoni o elementi in calcestruzzo con densità superiore a quella provata.
  • I risultati ottenuti su elementi in legno si possono applicare ad elementi di legno di densità e spessore  superiori a quelle provate
  • Nel caso siano utilizzati supporti non standard, il risultato è valido solo per il supporto testato.
  • Se la capacità di movimento di un giunto è inferiore a ±7,5%, il giunto sarà provato senza movimento indotto e sarà classificato per un movimento massimo pari al valore sopra indicato.
  • Nel caso il movimento indotto sia superiore a ±7,5%, la classificazione sarà valida per il massimo movimento testato.
  • Nel caso due giunti identici diano risultati diversi, la classificazione è valida per il risultato inferiore.
  • La classificazione di un giunto protetto è valida per larghezze comprese fra la minima e la massima testata. Nel caso di prova su una sola larghezza, il risultato sarà limitato solo alla larghezza provata.

Requisiti di base per la chiusura dell’attraversamento

Le sigillature degli attraversamenti devono avere almeno la stessa resistenza al fuoco dell’elemento attraversato. Nel caso di elementi di compartimentazione portanti, occorre tenere sempre in considerazione i carichi e le sollecitazioni in gioco.

Nel caso di impianti in sospensione, al fine di garantire una corretta stabilità degli stessi in caso d’incendio, è raccomandabile utilizzare un sistema di sostegno in acciaio, fissato in maniera adeguata, ad una distanza non superiore a 250 mm dalla parete o dal solaio attraversato.

Prospetto prove

  1. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma EN 1366-3:2009, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di parete rigida con spessore 150 mm. 
  2. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma EN 1366-3:2009 e EN 1366-4:2006, su sigillature di attraversamenti e sigillature di giunti installati in una costruzione di supporto di parete flessibile con spessore 100 mm. 
  3. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009 e UNI EN 1366-4:2006, su sigillature di attraversamenti e sigillature di giunti installati in una costruzione di supporto di parete flessibile con spessore 100 mm. 
  4. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009 e UNI EN 1366-4:2006, su sigillature di attraversamenti e sigillature di giunti installati in una costruzione di supporto di solaio rigido con spessore 150 mm. 
  5. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di solaio rigido con spessore 150 mm. 
  6. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di solaio rigido con spessore 150 mm. 
  7. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009 e UNI EN 1366-4:2006, su sigillature di attraversamenti e sigillature di giunti installati in una costruzione di supporto di parete rigida con spessore 150 mm. 
  8. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di parete rigida con spessore 150 mm. 
  9. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009 e UNI EN 1366-4:2006, su sigillature di attraversamenti e sigillature di giunti installati in una costruzione di supporto di parete flessibile con spessore 100 mm. 
  10. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di parete flessibile con spessore 100 mm. 
  11. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di parete rigida con spessore 150 mm. 
  12. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di parete rigida con spessore 150 mm. 
  13. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di parete rigida con spessore 150 mm. 
  14. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2009, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di solaio rigido con spessore 150 mm. 
  15. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2004, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di parete flessibile con spessore 100 mm. 
  16. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2004, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di parete flessibile con spessore 100 mm. 
  17. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2004, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di parete rigida con spessore 150 mm. 
  18. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2004, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di solaio rigido con spessore 200 mm. 
  19. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2004, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di solaio rigido con spessore 200 mm. 
  20. Test di resistenza al fuoco in conformità alla norma UNI EN 1366-3:2004, su sigillature di attraversamenti installati in una costruzione di supporto di parete flessibile con spessore 150 mm. 

Vernici intumescenti

Le vernici intumescenti sono sistemi reattivi, che mutano il loro stato fisico se sottoposte a calore. Questo processo dà luogo alla formazione di una schiuma carboniosa, la quale isola il supporto sottostante e ne riduce il riscaldamento.

Il loro impiego è nell’ambito della resistenza al fuoco. Tali prodotti possono essere sovra verniciati con differenti tipologie di finiture. La finitura svolge una duplice funzione: conferisce resistenza agli agenti atmosferici e ne migliora l’aspetto estetico finale.

Determinazione del contributo alla resistenza al fuoco di elementi strutturali

Normativa di riferimento

Membrane protettive orizzontali 

EN 13381-1

Membrane protettive verticali

EN 13381-2

Protezione applicata ad elementi di calcestruzzo

EN 13381-3

Protezione applicata ad elementi di acciaio

EN 13381-4

Protezione applicata ad elementi compositi di acciaio/cls

EN 13381-5

Protezione applicata a colonne cave di acciaio riempite di cls 

EN 13381-6

Protezione applicata ad elementi di legno

EN 13381-7

Protettivi reattivi applicati ad elementi in acciaio

EN 13381-8

 

Requisiti di base per la chiusura dell’attraversamento

Le sigillature degli attraversamenti devono avere almeno la stessa resistenza al fuoco dell’elemento attraversato. Nel caso di elementi di compartimentazione portanti, occorre tenere sempre in considerazione i carichi e le sollecitazioni in gioco.

Nel caso di impianti in sospensione, al fine di garantire una corretta stabilità degli stessi in caso d’incendio, è raccomandabile utilizzare un sistema di sostegno in acciaio, fissato in maniera adeguata, ad una distanza non superiore a 250 mm dalla parete o dal solaio attraversato.

Configurazioni delle estremità dei tubi

Come indicato dalla norma EN 1366-3 con relativo test, "è importante garantire che i sistemi di tenuta siano verificati con le corrette condizioni delle estremità dei tubi."

Le condizioni che tubo e sistema di tenuta devono sopportare in caso di incendio dipendono dal fatto che una o entrambe le estremità siano sigillate, poiché pressione e flusso di gas caldi variano in base alla presenza o all'assenza di ventilazione nel tubo.

Si tratta di regole che determinano quali configurazioni dei terminali testati sono valide per eventuali altre condizioni dei terminali dei tubi.

Tubi adiacenti a parete o ad angolo

Da testare e certificare su parete rigida e solaio in PVC, PP, PE.

 

APPLICAZIONE

MATERIALE TUBO

NORMATIVA

Acque di scarico

PE

EN 1519-1

EN 12666-1

EN 12201-2

PP

EN 1451-1

PVC

EN 1452-1

EN 1329-1

EN 1453-1

EN 1566-1

EN ISO 15493

Industriale

PE

EN 15494

EN 12201-2

 

La classificazione di resistenza al fuoco secondo EN 1366-3, verranno eseguite di base a:

  • Spettro dei diametri prodotti della famiglia di collari (interno ed esterno)
  • Spessore del materiale intumescente
  • Larghezza (o profondità) del materiale intumescente
  • Tipologia di applicazione: tubazione in acciaio o plastica
  • Diametro del foro di passaggio della tubazione

 

Questi aspetti identificano una famiglia di prodotti per i quali la norma EN 1366-3 definisce le modalità di ottimizzazione del numero di campioni da provare per sfruttare al meglio il campo di applicazione diretto dei risultati di prova.

 

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